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Lampeggiatore

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 Flashing lights
 
Ovvero: Come fabbricarsi un doppio lampeggiatore stroboscopico 
per modelli. Con meno di 2000 lire.
 
  Tempo fa, avevo progettato e montato un doppio lampeggiatore per
l'aereo di un amico. (Un ultraleggero "full size").
  Subito dopo ho pensato che sarebbe stato simpatico fare qualcosa
di simile a livello modellistico.
  Peccato che i componenti che ho usato per l'aereo "vero" fossero
decisamente troppo ingombranti e anche pesanti per un piccolo modello.
  Oltretutto la reperibilità dei suddetti e' abbastanza problematica.
 
  A questo punto ho fatto la "scoperta".
  Le macchine fotografiche "usa e getta" vengono effettivamente gettate
nell'immondizia, una volta tolta la pellicola. E la sola idea mi fa
rabbrividire, in quanto hanno diversi componenti che non si trovano
altrove e sono quasi tutto quello che serve per fabbricarsi un piccolo
lampeggiatore. Per non parlare degli altri usi. Ad esempio, l'obbiettivo.
  E'fatto con una sola lente di plastica, però con una qualità più
che sufficiente ad essere montato su una telecamerina miniatura in B/N
a bassa risoluzione, dove si comporta come un tele da 200mm su una 24x36.
  Posso aggiungere, solo per gli "elettronici", che il circuito monta un
piccolo transistor plastico che regge fino a 5 Amp !!!
  La seconda scoperta e' stata quella che i negozi che sviluppano
quelle pellicole sono disponibilissimi a regalarle a chi le chiede.
(Le macchinette, non le pellicole).
  Chiedete, ovviamente, solo quelle munite di flash, e magari fate anche
un regalino a chi ve le procura.
  Per fare il lampeggiatore ne servono come minimo due, per avere le
due lampade. E' comunque consigliabile trovarne quattro o cinque, prima
di iniziare la costruzione.
 
    Tipi di macchine
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  Ve ne sono di molti tipi. Nella foto 1 ne potete vedere alcuni.
  I circuiti interni, però, sembrano essere praticamente uguali a
parità di marca. E spero che questa affermazione sia un po' più
seria di quella del tizio che diceva: "Tutti gli Indiani camminano in
fila indiana. Almeno, quello che ho visto io, camminava in fila indiana".
  Ho esaminato i circuiti di 15-16 macchine trovando solo tre "tipi".
  Il primo, "Tipo K", e' quello delle macchine Kodak, e sembra essere di
gran lunga il più diffuso, anche se, purtroppo, il meno compatto.
(Almeno prima delle modifiche).
  Il "Tipo S" e' quello delle macchine Solaris.
  Quello "X" appartiene a macchine di marca non identificabile.
  Penso comunque che, con un po' di attenzione, si possa ricondurre
anche il circuito di altre marche ad uno dei tre presi in esame.
 
     Smontaggio ed avvertenze
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  Per accedere al circuito di solito bastano le dita. Le macchine sono
montate quasi tutte ad incastro ed e' quindi facilissimo smontarle.
  Solo in un caso ho dovuto usare un cacciavitino a croce per togliere
alcune vitarelle.
  ATTENZIONE però. La PRIMA cosa da fare appena tolta la parte frontale,
e' quella di scaricare il condensatore elettrolitico mettendo in corto i
suoi terminali a più riprese. Di solito si ottiene una grossa e rumorosa
scintilla. Niente di pericoloso. Sempre meglio che prendersi una bella
scossa toccandoli con le dita. Ci sono 350-400 Volt ai suoi capi.
 
      Punti di riferimento
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  Nella foto 2 ho segnato i vari punti di riferimento comuni a tutti
i circuiti.
 -1.5 +1.5 - Sono i punti ai quali collegare la pila da 1.5 Volt.
 +X -X - Positivo e negativo della piccola lampada allo xenon.
 P   - Uscita dell'impulso di innesco per la lampada.
 LN -  Lampadina al neon
 LD -  LED. In questo tipo di macchina sostituisce LN.
 +A K - Contatti che vengono chiusi quando si scatta la foto.
 +C -C - Terminali del condensatore elettrolitico.
 
       Componenti nuovi necessari
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  1 SCR (Diodo controllato) BRX49
  1 Condensatore da 10uF 350V (o 400V)
  1 Condensatore da 10nF 400V
  1 Resistenza da 100K 1/4W
 
        Modifiche
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  Le modifiche servono a rendere ripetitivo l'innesco del flash, che
prima veniva attivato solo dall'otturatore al momento dello scatto.
 
  La prima cosa da fare e' cortocircuitare i contatti che fanno partire
il circuito survoltore che va a caricare il condensatore elettrolitico.
  Questi contatti sono sotto una piccola membrana, fissata con nastro
trasparente, tolta la quale vedrete il punto in cui fare le saldature.
  Vedere foto 3.
  Questa membrana-interruttore veniva azionata con un pulsante situato
nella parte anteriore della macchina, e andava premuto fino a quando si
accendeva la piccola lampadina al neon.
  Nel tipo X la membrana e' sostituita da una lamella di rame, che va
comunque saldata in modo da chiudere il contatto.
 
  Il condensatore elettrolitico va tolto e sostituito con uno da 10uF,
rispettando la stessa polarità. Io ne ho usati due del tipo orizzontale,
nei circuiti K e X, però, se li trovate, e' più facile montare il tipo
verticale, come ho fatto per il tipo S. Foto 6.
 
  Smontate quindi la lampada flash dissaldandone i collegamenti. Prima,
però, segnate con un punto rosso il lato positivo (+X foto 2) in quanto
se poi la montate invertita, non funzionerà. Il lato negativo e'
comunque identificabile in quanto questo elettrodo, all'interno del
tubetto di vetro, e' ingrossato da un minuscolo cilindretto.
  Smontate anche il riflettorino, che potrebbe servire, magari ridotto
come dimensioni, quando monterete le lampade sul modello.
  Dissaldate la lampadina al neon e tenetela da parte. Se il circuito
e' del tipo S, togliete il LED, che non serve, e procuratevi la
lampadina al neon da un'altra macchina.
  Smontate anche i portapila, assolutamente inaffidabili, e saldate al
loro posto i fili rosso e nero che porteranno l'alimentazione.
 
  A questo punto dovrete inserire nel circuito i nuovi pezzi e LN.
  Come avrete notato, per la prima volta NON ho inserito lo schema
elettrico, e non ho neanche predisposto uno stampato dove trasferire
tutti i componenti. Troppo complicato. Alcune macchine montano
componenti SMD piccolissimi, saldati sul lato rame del circuito.
  Lo schema pratico lo potete vedere nella foto 4, che riporta i punti
di riferimento dove collegarsi.
  Al limite, potreste anche montare quei quattro pezzi come da foto e
quindi collegarli con quattro pezzetti di filo al circuito.
  E' molto meglio, però,trovare il punto adatto del circuito dove
saldare i componenti, magari facendo qualche nuovo foro, lasciando
"in aria" solo il collegamento fra un capo di LN ed il gate dell'SCR.
  Tenete presente che l'SCR ha un verso. Nella foto 4 ha la parte
piatta, e la sigla, rivolte verso l'alto. Gli altri tre pezzi, invece,
possono essere montati in entrambi i versi.
  Le lampade hanno bisogno di un piccolo intervento, prima di essere
collegate. Dovete tagliare una strisciolina di lamierino sottile, di
rame, di ottone, o altro metallo saldabile, larga 1.5/2mm e lunga circa
4 mm in meno rispetto al tubetto di vetro, più 2 o 3mm ripiegati in
alto dove andrà saldato un filo. Questa striscia andrà incollata con
cianoacrilato sul vetro. La foto 5 fa capire bene come va fatta.
  Preparate quindi tre fili della lunghezza necessaria e collegate la
strisciolina al punto P del circuito. Gli altri due collegheranno
il positivo ed il negativo della lampada, rispettivamente a +C e -C.
  La seconda lampada va montata in parallelo e collegata, quindi, agli
stessi punti.
  Il lampeggiatore e' pronto, basta collegare l'alimentazione e
DOVREBBE funzionare.
 
        L'alimentazione
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  In teoria ci vorrebbe una pila alcalina da 1.5V. Della dimensione
che preferite. Più grossa e', più lunga e' l'autonomia. Tenete presente
che il consumo si aggira intorno ad 1 Amp.
  Ho provato anche ad usare celle al NiCad e al NiMh che sembra
funzionino bene, anche se hanno una tensione più bassa delle alcaline.
  Per fare le prove si può anche usare un alimentatore a 1.5V, magari
limitando la corrente a 1.5 Amp.
  La pila sarebbe meglio saldarla ai fili, piuttosto che usare un
portapila a molla il quale ha una resistenza di contatto abbastanza
alta, vista la corrente.
  Bisognerebbe montare anche un interruttore, a meno che non se ne abbia
già uno elettronico pilotato da un canale libero della ricevente.
 
         Varie finali
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  La foto 6 mostra gli stessi circuiti della foto 2, dopo le modifiche.
  Sembrano completamente diversi, in quanto, dopo aver smontato lampada
e riflettore, ho anche eliminato il pezzo di circuito stampato inutile e
i vari pezzetti metallici che sporgevano.
  Si può anche vedere il punto dove ho inserito i componenti nuovi e LN.
 
  Potrebbe succedere che una delle due lampade "perda colpi" rispetto
all'altra. Succede se non sono perfettamente uguali. Vi consiglio,
pertanto di usare macchine non solo della stessa marca, ma identiche
anche nell'etichettatura esterna.
 
  La frequenza di lampeggio e' leggermente inferiore al secondo, e
dipende da vari fattori. Primo: La capacità dell'elettrolitico. Appunto
per questo l'ho portato a 10 uF dai 160 uF originari, che dava, si, un
lampo molto più potente, però impiegava 10/15 secondi per ricaricarsi.
  Dipende anche dalla potenza del survoltore che porta la tensione da
1.5V a quasi 400V. Questa potenza diminuisce con l'abbassamento della 
tensione della pila, e di conseguenza si rallentano i lampeggi.
 
   Continuate a fare attenzione a non toccare il circuito durante le
prove. Anche se il condensatore e' molto più piccolo, la tensione e'
sempre di quasi 400V.
 
   Ho fatto delle prove per vedere se c'erano disturbi radio. Ho messo
una ricevente AM, con 3 servi collegati, addirittura sopra il circuito,
e l'antenna vicinissima ai fili delle lampade. Nessuna interferenza.
 
 
   Giuliano Giuliani