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Prototipo

 

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Ecco arrivato il fatidico giorno del collaudo del primo modello della serie, in quella mattina si metteva a dura prova il sistema nervoso , si perché sarebbe stato l’incoronamento di un sogno o viceversa l’inizio di un incubo fatto di continui ragionamenti su dove sarebbe potuto essere il problema e su come risolverlo compatibilmente con il lavoro faticosamente svolto sino a quel punto.

Lo scenario non sembrava promettere troppo male, il luogo: l’aeroporto militare di Grazzanise, si quello dove atterrano gli F140 veri, l’occasione era grandiosa, due collaudi eccezionali, il prototipo del C27j e il Tornado a geometria variabile a turbina del amico Vertaldi.

Ok lo spazio certo non mancava, 3000mt di pista, nessun ostacolo nelle vicinanze, calma di vento e un aria tranquilla, non come gli animi.

I modelli erano montati, il primo a tentare la sorte  fu Vertaldi, magnifico volo, nessun inconveniente degno di essere menzionato, l’aereo, impressionante per il volo realistico dopo alcune evoluzioni atterrava sulla lunga pista asfaltata, fantastico il Tornado. Il momento era giunto, ma nessuno incitava il volo, forse per non avere scrupoli in caso di danno o chi sa..

I serbatoi erano pieni , le batterie erano appena state controllate, tutto nella norma, iniziammo la procedura della messa in moto, avvicinai  il mio avviatore wireless  auto costruito ad una delle ogive e via… il primo partì con il solo tocco del pulsantino per l’autoaccensione della candeletta, e così anche il secondo. Sotto lo sguardo attento dei presenti facemmo la prova motore che, incredibilmente per il pubblico, non rivelava  alcun chè, merito delle lunghe giornate passate a mettere a punto il tutto.

Il modello rullava deliziosamente assorbendo tutte le asperità del terreno, merito dei carrelli ammortizzati. 10° di flaps  in posizione di decollo pronto? Beh,  il modello lo era sicuramente, io ai comandi un po’ meno, mio padre, chi lo sa. Diedi gas fino  a ¾ di potenza, ed ecco il sogno prendere il volo sicuro nel cielo ritirai il carrello e chiusi i flaps, e fantastico tutto sembrava procedere per il meglio, i motori cantavano all’unisono, il modello rispondeva benissimo, feci alcuni passaggi bassi a mezzo motore con riattaccata al massimo, poi sollecitato da mio padre, in evidente stato di apprensione feci una procedura per l’atterraggio con falps al massimo dell’ estensione e carrelli fuori, ma non con la l’intento di atterrare , solo per sondare le reazione, sembrava tutto tranquillo così quasi come se non fosse stato il primo, atterrai, il C27j rullo fino ai miei piedi suscitando l’applauso del pubblico. Fieri, io e mio padre, facemmo una serie di considerazioni  e la cosa che balzava all’occhio fu che tutto era stato previsto e tanto lavoro era stato premiato, adesso già pensavamo a come allestire una versione elettrica e a come farlo conoscere in giro  per far godere anche gli altri di queste gioie inestimabili. Che strana razza questi aeromodellisti!!!

 
Descrizione
Fusoliera
Ali e piani di coda
Motori
Carrelli
Verniciatura
Il volo
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